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	<title>spacewar Archivi - GAMM Game Museum</title>
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	<description>Il museo del Videogioco di Roma</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Oct 2025 09:34:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>spacewar Archivi - GAMM Game Museum</title>
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		<title>Le origini. Gli esperimenti degli anni sessanta, Spacewar!</title>
		<link>https://www.gammuseum.com/news/le-origini-gli-esperimenti-degli-anni-sessanta-spacewar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Falasca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 11:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[retrogame]]></category>
		<category><![CDATA[spacewar]]></category>
		<category><![CDATA[storia videogioco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tipologia: Primi esperimenti videoludici Luoghi di nascita: Laboratori universitari Personaggi chiave: Steve Russell Periodo di attività: 1961-1968 Provenienza: Stati Uniti Primi passi verso la gloria Gli esperimenti videoludici delle origini, come abbiamo visto, partono da tempi remoti ed insospettabili, con alcune pietre miliari situate temporalmente nel 1947, con il lancio simulato di un missile, reminiscenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gammuseum.com/news/le-origini-gli-esperimenti-degli-anni-sessanta-spacewar/">Le origini. Gli esperimenti degli anni sessanta, Spacewar!</a> proviene da <a href="https://www.gammuseum.com">GAMM Game Museum</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tipologia: Primi esperimenti videoludici<br />
Luoghi di nascita: Laboratori universitari<br />
Personaggi chiave: Steve Russell<br />
Periodo di attività: 1961-1968<br />
Provenienza: Stati Uniti</p>
<p><strong>Primi passi verso la gloria</strong><br />
Gli esperimenti videoludici delle origini, come abbiamo visto, partono da tempi remoti ed insospettabili, con alcune pietre miliari situate temporalmente nel 1947, con il lancio simulato di un missile, reminiscenza della guerra mondiale appena conclusa, nel 1952, con OXO, simulatore di una partita a Tris, combattuta contro un computer, e soprattutto con quello che viene considerato il primo videogame in assoluto dalla storia ufficiale dei videogiochi, in particolare nei testi di Kent, studioso statunitense del settore.</p>
<figure id="attachment_31119" aria-describedby="caption-attachment-31119" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-31119" src="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-300x225.jpg 300w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-768x576.jpg 768w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-2048x1536.jpg 2048w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-370x278.jpg 370w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-840x630.jpg 840w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-410x308.jpg 410w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-890x664.jpg 890w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-01-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-31119" class="wp-caption-text">Un giovanissimo Steve Russel fa una partita dimostrativa con la sua geniale creazione<br />nel 1961, lo spettacolare Spacewar!</figcaption></figure>
<p>Si, parliamo proprio di Tennis For Two, che abbiamo approfondito in <a href="https://www.gammuseum.com/news/le-origini-i-primi-esperimenti-dalle-origini-a-tennis-for-two/">questa pagina</a>. Ma nel lungo percorso che precede la creazione dell&#8217;industria commerciale del settore ci sono ancora alcuni interessanti esperimenti universitari degni di nota, come quello di un visionario artista dell&#8217;ateneo statunitense Massachusetts Institute of Technology (MIT).</p>
<p><strong>La nascita di Spacewar!</strong><br />
Siamo ormai nel nuovo decennio, gli eleganti anni sessanta, ed ecco che, nell’anno 1961 un evento epocale sta per cambiare tutto per sempre. Si, i tanti studenti suddivisi in confraternite, che condividono tra loro le passioni più disparate, stanno per fare la conoscenza del primo computer arrivato all&#8217;interno delle mura universitarie. Non un Personal Computer di tipo “moderno” come il successivo Apple ][, sia chiaro, che vedrà la luce solo nel 1977, ma un ben più ingombrante e<br />
complesso sistema informatico, detto Mainframe. Sono tempi in cui si interagisce con le macchine ancora tramite l&#8217;inserimento di complesse sequenze stampate su schede perforate, spesso manovrate da esperti tecnici in camice bianco, e non certo semplici utenti.</p>
<figure id="attachment_31131" aria-describedby="caption-attachment-31131" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-31131" src="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-300x225.jpg 300w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-768x576.jpg 768w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-370x278.jpg 370w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-840x630.jpg 840w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-410x308.jpg 410w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-890x664.jpg 890w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02-600x450.jpg 600w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-02.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-31131" class="wp-caption-text">Il particolare schermo a tubo catodico collegato al Mainframe PDP-1 su cui viene<br />eseguito il complesso videogame Spacewar!</figcaption></figure>
<p>Che differenza da oggi. Questo particolare dispositivo, prodotto dall&#8217;azienda statunitense Digital Equipment Corporation, fondata quattro anni prima, nel 1957, dall&#8217;ingegnere Ken Olsen, si chiama DEC PDP-1, ed ogni studente del campus, ovviamente, non vede l&#8217;ora di provarlo e sperimentare cose completamente nuove e mai tentate prima. Tra i vari club culturali presenti all&#8217;interno del MIT spicca il Tech Model Railroad Club, che riunisce gli studenti appassionati di treni elettrici e dispositivi elettronici. La modifica di questi ultimi è denominata “hack”, termine che poi sarà preso in adozione dal mondo informatico. Orbitante in questa branca culturale della sua confraternita troviamo un sognatore, Steve Russell, detto Slug, che, scoperto il potente computer tenta un approccio mai visto prima. Si, vuole creare un vero e proprio “videogame”. Il termine stesso, peraltro, viene ideato da Russell proprio durante l&#8217;esperimento, ed è quello che tuttora viene usato per indicare l&#8217;intero medium. Una pietra miliare<br />
quindi iconica e fondamentale dal punto di vista storico.</p>
<p><strong>Spacewar! (Steve Russell) 1961</strong></p>
<p>Steve “Slug” Russell ha in mente un grande sogno, realizzare un “videogame” ispirato alla fantascienza televisiva, fumettistica e letteraria degli anni quaranta e cinquanta, di cui è follemente appassionato. Questa novità assoluta si gioca sullo schermo del computer PDP-1, facendo comandare gli oggetti sullo schermo direttamente dai “player”, ovvero i giocatori. Solo un vero Nerd ante-litteram poteva avere una idea così folle, innovativa ed incredibile! Il concetto di poter<br />
giocare con l&#8217;elettronica, già avanzato, e concretizzato da Tennis For Two di William Higinbotham nel 1958, tre anni prima, si evolve quindi in quello di poter giocare con i computer, dispositivi prima utilizzati per la sola produttività, peraltro da università e realtà militari di alto profilo, certo non dal popolo. La programmazione del gioco è lunga e complessa, e porta via alcuni mesi e ben duecento ore di lavoro e decine e decine di schemi su carta millimetrata. Ma ecco che, in una grande<br />
aula dove è ospitato il Mainframe nasce finalmente, con una stupefacente presentazione datata 14 febbraio 1962, Spacewar! Il gameplay è assolutamente moderno ed innovativo, persino in multiplayer, proponendo una appassionante battaglia spaziale tra due astronavi lungo i bordi di un buco nero. Queste due navicelle vengono comandate da due giocatori, con un dispositivo appositamente realizzato, ovvero un primordiale “joystick” derivato proprio da una manopola di<br />
manovra dei trenini elettrici del club, appositamente modificata. Le navicelle si muovono fluide nello spazio, con movimenti realistici, potendo nel contempo sparare, ruotare su se stesse e compiere traiettorie molto precise, influenzate dalla fisica dello spazio profondo. Al centro dello schermo, infatti, troviamo un enorme buco nero dall&#8217;attrazione gravitazionale forte, che riesce ad alterare in modo significativo la traiettoria dei veicoli spaziali. C&#8217;è anche spazio, nelle righe di codice, per uno sfondo realistico della volta celeste, con diverse stelle ed asteroidi a decorare il campo di gioco. Lo scopo del titolo è di tipo bellico, ovviamente, e prevede semplicemente di eliminare l&#8217;astronave nemica. Il punteggio, bene ricordarlo, va segnato a mano su un foglio di carta da parte dei giocatori.</p>
<figure id="attachment_31137" aria-describedby="caption-attachment-31137" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-31137" src="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-300x169.jpg 300w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-768x432.jpg 768w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-370x208.jpg 370w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-1290x725.jpg 1290w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-840x473.jpg 840w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-410x231.jpg 410w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-600x338.jpg 600w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1-270x152.jpg 270w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-03-Steve-Russell-1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-31137" class="wp-caption-text">Il nerd visionario Steve “Slug” Russell, creatore originale di Spacewar!</figcaption></figure>
<p><strong>Le versioni successive di Spacewar!</strong></p>
<p>Tra i frequentatori del campus ed i semplici avventori dello stesso, ovviamente, il dispositivo ottiene un enorme successo ed esplode l&#8217;interesse verso l&#8217;innovativo ed appassionante Spacewar!<br />
Alcuni studenti iniziano infatti persino a fare delle piccole modifiche dello stesso, aggiungendo ulteriore programmazione per avere nuovi effetti esplosivi, correggere piccoli bug del codice originale di Steve Russell ed anche aggiungere uno speciale teletrasporto di emergenza per salvare le navi in situazioni troppo pericolose. L&#8217;amore estremo per il gioco porta anche alla sua diffusione incontrollata, visto che il codice viene copiato a mano e riportato anche su tutti gli altri PDP-1 presenti negli Stati Uniti. Parliamo di cifre molto basse, rispetto ai canoni odierni, sia chiaro, ma vi sono ben 55 Mainframe prodotti e distribuiti ad università e grandi installazioni militari, ed in ognuno è presente l&#8217;;innovativo gioco.</p>
<figure id="attachment_31135" aria-describedby="caption-attachment-31135" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31135 size-medium" src="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-300x225.jpg 300w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-768x576.jpg 768w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-2048x1536.jpg 2048w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-370x278.jpg 370w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-840x630.jpg 840w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-410x308.jpg 410w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-890x664.jpg 890w, https://www.gammuseum.com/wp-content/uploads/2025/10/SPACEWAR-04-2-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-31135" class="wp-caption-text">Alan Kotok, Steve “Slug” Russell e Martin &#8216;Shag&#8217; Graetz giocano all&#8217;interno dei locali del Computer Museum di Boston con lo stupefacente Spacewar!</figcaption></figure>
<p>Ebbene si, prima ancora della nascita dell&#8217;industria commerciale videoludica nasce la pirateria. In seguito Digital Equiment decide di fare il grande passo, ed implementare una copia del gioco in maniera ufficiale in tutta la serie DEC prodotta fino<br />
al 1968. Anche per questo motivo il titolo ideato da Steve Russell detiene il primato di primo videogioco di tipo “moderno”, ovvero che gira nei circuiti di un vero e proprio computer. Successivamente alla sua prima diffusione, un paio di decenni dopo, il primo esemplare del gioco viene esposto per la prima volta al pubblico al Computer Museum di Boston, dove tuttora si trova. Oggi la Grande Rete viene in aiuto degli appassionati di storia dei videogiochi, ed è possibile giocare anche online col visionario titolo in <a href="https://spacewar.oversigma.com/">questa pagina</a>.</p>
<p>Autore: Fabio D&#8217;Anna</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gammuseum.com/news/le-origini-gli-esperimenti-degli-anni-sessanta-spacewar/">Le origini. Gli esperimenti degli anni sessanta, Spacewar!</a> proviene da <a href="https://www.gammuseum.com">GAMM Game Museum</a>.</p>
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